Report dal convegno di Prato: “La repressione non è sufficiente”


eroina 300x224Fonte: Il Tirreno

Emergenza tossicodipendenza in città, la repressione non basta, servono interventi diversificati di riduzione del danno, specifici per il territorio e che coinvolgano istituzioni, associazioni, forze dell’ardine, Asl, Municipale e prefettura. E un passo in questa direzione è stato fatto con il progetto “Outsiders” e con la costituzione della Commissione speciale di studio sul fenomeno che si è riunita ieri pomeriggio per fare il punto rispetto alla mattinata di studio, organizzata da Anci Toscana, a Palazzo Buonamici sui “Nuovi scenari di consumo di droghe all’aperto: Prato a confronto con altre città italiane”.

L’iniziativa della mattina ha messo a confronto il fenomeno complesso del consumo di sostanze in tre città italiane (Prato, Torino, Napoli) approfondendo l’analisi dei nuovi scenari di consumo e spaccio a cielo aperto, delle politiche cittadine attivate nei territori e delle pratiche di ‘riduzione del danno’ e di gestione delle emergenze. Angelo Giglio responsabile del Serd della Asl TO 2 di Torino e Stefano Vecchio responsabile del Dipartimento dipendenze di Napoli 1, entrambi con lunghe esperienze di interventi di ‘riduzione del danno’, come gli operatori di strada, presenti anche alla commissione straordinaria hanno ribadito che “a Prato si è già fatto un bel po’ di strada con le istituzioni coinvolte in prima persona per affrontare il problema” e “la necessità di non separare il sociale dal sanitario”.

A Prato i dati del SerT (nei primi sei mesi del 2014 i nuovi utenti erano 146, nello stesso periodo del 2015 già il doppio) confermano che politiche repressive non hanno dato risultati e il Comune, per voce del vice sindaco Simone Faggi nell’ultima commissione 5 dedicata sempre al fenomeno ha confermato la volontà di portare avanti e se possibile potenziare il progetto degli operatori di strada. In quella stessa occasione si è parlato di rete anche tra i volontari del pronto soccorso e la polizia municipale pensando a eventuali percorsi formativi per gestire situazioni critiche (legate a tossicodipendenza, persone in stato di agitazione, crisi in salute mentale). Al tavolo con i consiglieri: Prefettura e in particolare il Nucleo operativo delle tossicodipendenze, SerT, Pronto Soccorso, Municipale tutti concordi nell’iniziare un percorso di condivisione di dati e di comunicazione continua sul fenomeno.

«Prato rappresenta per questa rete che si è appena costituita un modello di buona pratica– ha aggiunto Arcangelo Alfano responsabile delle Dipendenze della Regione Toscana – il SerT di Prato da tempo sollecitava interventi in questa direzione, mi impegnerò anche in vista della riorganizzazione sanitaria perché sia potenziato: il SerT di Prato è quello che ha il numero più basso di operatori in Toscana.